Pomodoro Stella
Il pomodoro stella, coltivato nella zona di Pescia è costoluto e leggermente appiattito; ha colore rosso intenso. È molto saporito ed ha una buona consistenza. Famoso per la consistenza, per la forma originale e per il sapore ricco; si presta ad essere consumato fresco sul pane. Ottimo anche per le conserve, non perde in acqua e il profumo è persistente.
Una volta, dopo la raccolta, si usava imballare i pomodori in ceste di vimini e stoccarli in stalle sulla paglia.
La patata bianca
La patata bianca, coltivata nella zona di Cutigliano, presenta forma rotonda, leggermente schiacciata, pasta di colore bianco e buccia liscia. Ha dimensioni medie ed è caratterizzata da gusto delicato, consistenza farinosa e un alto contenuto di amido e fosforo. Il prodotto viene coltivato oltre i mille metri di altitudine senza alcun trattamento chimico e ha un gusto unico.
Grano Marzolo
Il Grano Marzolo è caratterizzato da paglia di colore chiaro, grossa e alta, la spiga è pungente e la forma del chicco quella tipica del grano. Il grano viene seminato in Marzo (da li marzolo) e raccolto in Settembre. Per la raccolta del grano vengono utilizzate attrezzature manuali e formati i classici "mannucci" (fasci di grano legato). La battitura viene effettuata con un’apposita macchina di legno. Il grano viene conservato in cassoni di legno e macinato a pietra; viene usato per panificare, per fare il famoso Tortello della montagna ma soprattutto per non perdere la tradizione e la varietà del seme.
Miele
Il miele è la sostanza alimentare che le api producono partendo dal nettare dei fiori o dalle secrezioni di parti vive di piante, che esse raccolgono, trasformano, combinano con sostanze proprie e depongono nei loro favi. Avvengono numerosi scambi da un’ape all’altra, all’interno dell’alveare, che consentono una graduale maturazione ed arricchimento di enzimi che derivano dalle secrezioni ghiandolari delle api stesse.
Il miele di acacia, millefiori, castagno e melata sono le tipologie di miele che è possibile trovare nelle alture incontaminate delle montagne.
Tutte queste tipologie di miele hanno un profumo e un sapore intenso da scoprire e da gustare abbinati alle varie stagionature dei pecorini a latte crudo della montagna.
Il Fagiolo di Sorana IGP
Perlaceo, piccolo e dalla buccia sottilissima il fagiolo di Sorana si coltiva in piccoli fazzoletti di terra lungo il torrente Pescia detti ghiareti: un territorio che si estende per circa 660 Ha lungo entrambi i versanti del torrente Pescia di Pontito per circa 4,5 Km fra gli abitati di Stiappa, Castelvecchio e Sorana; anticamente la zona era chiamata "Valleriana", "zona ricca di ruscelli", per via della grande quantità di acque che si riversano in rivoli e fossi verso il Pescia.
Un fortunato connubio di elementi diversi hanno reso questo fagiolo famoso per la sua bontà strepitosa: un’altitudine ottimale, tra 200 e 750 metri sul livello del mare, l’abbondanza di acque poco calcaree, una buona percentuale di umidità dell’aria, un’ottima esposizione al sole, terreni ben drenati, sciolti e sabbiosi.
I fagioli arrivarono dall'America assieme al mais e, a differenza della patata e del pomodoro furono subito accettati senza diffidenza e pregiudizi; si trattava di una coltura estiva che richiedeva le cure tipiche degli ortaggi, in particolare grande disponibilità di acqua. In Toscana la coltura si diffuse ampiamente come mezzo adatto a sfruttare in modo più redditizio le "nuove terre", cioè tutte quelle aree bonificate e messe a coltura irrigua fra il '500 e il '600. Nella zona di Sorana il fagiolo era il prodotto tipico dei fazzoletti di terra di pochi ettari lungo il greto dei torrenti o fra i fossi e i poggi, protetti dalle piene delle acque da muretti e canalizzazioni.
La notorietà del fagiolo di Sorana è documentata dai tempi di Gioacchino Rossini che conosceva ed apprezzava i fagioli di Sorana; in una lettera ad un amico, il maestro pesciatino Giovanni Pacini, Rossini chiede espressamente il raro e pregiato legume come compenso per la revisione di alcune partiture. Da Napoleone in poi, nell'Ottocento sarebbero arrivate le cartiere e i contadini - operai avrebbero continuato, con quanti erano rimasti sui campi a tempo pieno, a dedicarsi alle colture che si conciliavano con la nuova occupazione, fra queste, i fagioli.
Oggi il Fagiolo di Sorana è un presidio Sloow Food e i produttori della zona, per evitare l’imitazione, hanno un logo comune per contrassegnare le confezioni.
Ponte di Castelvecchio, Sorana – Pescia (Pistoia), Tel. 0572-407014- Prenotazione consigliabile per il sabato e la domenica-Chiuso il lunedì sera e il martedì